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Cambiano le procedure edilizie: in vigore il decreto “Scia 2”


Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 26/11/2016 n. 277, il Decreto Legislativo 222/2016  semplifica il panorama normativo riguardante i procedimenti da seguire per la realizzazione degli interventi edilizi.

Il decreto, che modifica il Testo unico dell’edilizia DPR 380/2001, individua le cinque procedure edilizie principali: attività di edilizia libera, Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), Segnalazione certificata di inizio attività (Scia),  permesso di costruire e Scia alternativa al permesso di costruire. Scompaiono quindi la Dia e la Cil.

Il testo fa rientrare nell’edilizia libera alcuni interventi per i quali è stata finora necessaria la Cil. Si tratta dell’installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici fuori dai centri storici, della pavimentazione e finitura degli spazi esterni, anche per la sosta, entro l’indice di permeabilità, della realizzazione di aree ludiche senza scopo di lucro e dell’installazione di elementi di arredo nelle aree pertinenziali degli edifici.

Si può utilizzare la Cila per il restauro e il risanamento conservativo che non interessa le parti strutturali dell’edificio.

La Scia dovrà essere utilizzata per gli interventi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell’edificio; gli interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell’edificio; gli interventi di ristrutturazione edilizia.

La Scia alternativa al permesso di costruire è ammessa per ristrutturazioni pesanti, interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi, interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali. In questi casi, data la complessità degli interventi, non è possibile iniziare i lavori nello stesso giorno in cui si presenta la segnalazione, ma si deve attendere il termine di 30 giorni (come accadeva con la Dia).

Il permesso di costruire va richiesto per gli interventi di nuova costruzione; gli interventi di ristrutturazione urbanistica; gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che, limitatamente agli immobili compresi nei centri storici, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili vincolati.

Per uniformare la normativa edilizia il Ministero delle Infrastrutture dovrà occuparsi della redazione del glossario unico delle principali opere edilizie e delle categorie d’intervento a cui appartengono.

Il glossario, facilmente consultabile anche dai non addetti ai lavori, dovrebbe essere pronto entro il 10 gennaio 2017, cioè trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto “Scia 2”.

In base al decreto, le Regioni e gli Enti locali avranno tempo fino al 30 giugno 2017 per adeguarsi alle nuove disposizioni. In alcuni casi potranno apportare delle modifiche alle procedure.

Fonte: Edilportale 12/12/2016 (www.edilportale.com/news)